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Rocco Cozzola non c’è più: era il più anziano costruttore di chitarre battenti del Gargano

Lascia un grande vuoto nella musica popolare del Gargano

Ci ha lasciati all’età di 87 anni: era il più anziano costruttore di chitarre battenti del Gargano. Erede storico del papà Francesco Paolo, detto “Fascianédde”, catarraro storico carpinese, che a sua volta aveva imparato il mestiere da Domenico D’Addetta, da tutti conosciuto come “Spulepettone”. E dal papà, Rocco aveva fatto sua anche la tecnica esecutiva e l’accompagnamento dei canti. Il suo sguardo, i suoi occhi hanno accompagnato la vita del nostro gruppo negli ultimi decenni.
La sua liuteria di Carpino era meta di appassionati e amici. “In tanti vengono nella mia bottega per imparare come costruire una chitarra battente – diceva alla “Gazzetta del Mezzogiorno” anni fa in una intervista rilasciata al nostro Antonio D’Amico a margine di una mostra svoltasi a Foggia – ma nessuno vuole fare sacrifici e imparare. Vogliono guadagnare facile, con questo lavoro non si può”.

Renato Marengo

Renato Marengo è il produttore dei Cantori di Carpino

Renato Marengo

Renato Marengo

Una marcia in più per la promozione della musica popolare del Gargano. Tanti progetti di ricerca e promozione che saranno presto avviati 

Renato Marengo è il produttore dei “Cantori di Carpino”. Da oggi il noto giornalista e critico musicale lega il suo nome al gruppo leader della musica popolare del Gargano. Un matrimonio che porterà sinergie importanti e allargherà ancora più gli orizzonti artistici e nel campo della ricerca. L’intesa è stata raggiunta dopo un breve “feeling” tra Marengo e Cantori di Carpino, scoppiato questa estate durante il tour della Rassegna “Terra Battente” di Ferrovie del Gargano, di cui Marengo è direttore artistico, e suggellato nelle ultime ore.

Marengo vanta una lunga attività nella produzione musicale avendo già ricoperto questo incarico con Eugenio Bennato, la Nuova Compagnia di Canto Popolare e Teresa De Sio. «Un compito importante ma anche un onore senza eguali – commenta il neo produttore dei Cantori -. Questo gruppo rappresenta la più genuina delle tradizioni della musica popolare garganica e, negli anni, non ha subito alcun tipo di contaminazione esterna ed interna. Li ho ascoltati in più occasioni lasciandomi suggestionare dalla loro arte, dal loro modo di presentarsi al pubblico. L’entusiasmo con cui i giovani e non danzano le serenate dei “Cantori” non ha eguali. I loro concerti sono l’esempio lampante di come la tradizione sia capace di catalizzare l’attenzione delle nuove generazioni». Quali progetti nel cassetto? «Innanzitutto una sempre più diffusa collocazione del loro straordinario progetto musicale. Poi troveremo soluzioni per rinfocolare la ricerca, più che mai convinti che Nicola Gentile e i suoi musicisti-cantanti siano capaci di regalarci altre sorprese. Continueremo a lavorare ancora più sull’immagine e il marketing del gruppo, sfruttando il già interessante lavoro svolto sul campo dalla CdP Service, l’agenzia che già cura questo settore. Infine, valuteremo proposte che ci pervengono dall’esterno per dare vita un progetto di brand territoriale della musica popolare del Gargano. Insomma, ai Cantori di Carpino spetterà il compito di fare da apripista per un movimento che può fare tanta strada anche perché come gruppo sono presenti nelle maggiori classifiche di world music internazionale. Percorso avviato dagli studi sul territorio da ricercatori dal calibro di Alan Lomax, Diego Carpitella, Roberto Leydi, Roberto De Simone ed Eugenio Bennato. Senza dimenticare anche l’apporto fornito dalla presenza al proprio interno di un liutaio-musicista, Antonio Rignanese, costruttore di chitarre battenti e punto di riferimento per tanti giovani».

C’è un altro legame tra Marengo e il Gargano. Suo figlio Davide, è stato il regista di “Craj” (2005), film documentario sulla musica popolare pugliese, tratto dall’omonimo spettacolo ideato e scritto da Teresa De Sio e Giovanni Lindo Ferretti (ne sono stati anche gli attori protagonisti) in cui si parla dei Cantori di Carpino e di Matteo Salvatore, il cantastorie di Apricena.

Che si possa fare tanta strada ne sono consapevoli anche i Cantori di Carpino. «Senza tralasciare la nostra tradizione, che resta immacolata – commenta Nicola Gentile, leader del gruppo -, siamo comunque consapevoli che sta, per partire, un importante percorso di valorizzazione del nostro prodotto culturale. La managerialità di Renato Marengo è risaputa e ora è a disposizione dei Cantori. E’ un momento di straordinaria vitalità che permetterà ancora più alla nostra musica di essere conosciuta e apprezzata con progetti che ci vedranno coinvolti con altri importanti gruppi di musica popolare».

Anche l’Associazione “Cantori di Carpino” registra novità. «E’ l’unica detentrice del testamento e del patrimonio culturale dei tre maestri Andrea Sacco, Antonio Piccininno e Antonio Maccarone – aggiunge Gentile –: ora si arricchisce di nuove figure che metteranno a nostra disposizione la loro professionalità. Da anni, la nostra Associazione vanta un presidente onorario dal calibro di Eugenio Bennato, ora potrà contare su due soci onorari dal valore di Renato Marengo e Antonio D’Amico, giornalista ricercatore di musica popolare, che da tempo ha legato il suo nome al nostro Gruppo come consulente dell’immagine e della comunicazione. Che dire… La nostra squadra ora è sempre più ricca. Non ci resta che lavorare…».

RENATO MARENGO
E’ stato coordinatore del settimanale “Ciao 2001” e dei mensili Music, Blu e Bluejazz. Ha diretto “TV Giovani” e Attuale. Ha collaborato con le maggiori testate quotidiane e settimanali nazionali tra cui TV Sorrisi e Canzoni, Radiocorriere TV, Telepiù, Tutto, Popular Photography, Billboard Italiano, Intrepido, Il Monello, Stereoplay, Rockstar, il Secolo XIX, l’Unità, Paese Sera, Magazine e Telesette. Dal 2012 è direttore responsabile del mensile Cinecorriere e Cinecorriere.it, storico periodico dedicato al cinema italiano. Dal 2014 cura la rubrica “La musica invisibile” sull’edizione italiana del mensile Classic Rock Lifestyle. E’ stato ideatore e promotore negli anni ’70 del movimento musicale chiamato Napule’s Power che ha aggregato artisti da lui prodotti per le maggiori major italiani. Ha prodotto Nuova Compagnia di Canto Popolare, Tony Esposito, Edoardo Bennato, Musicanova di Eugenio Bennato, Teresa De Sio, Roberto Ciotti, Roberto De Simone, Concetta Barra, Patrizia Lopez, Mario Schiano, Antonio Infantino, Opus Avantra, Luciano Cilio e Donella Del Monaco

Zi ‘Nton e il suo messaggio che resta sempre attuale

Foto di Vincenzo Pinto

Ci manca. Certo che ci manca. Un anno fa – il 18 febbraio 2016 – eravamo tutti con lui per festeggiarlo, abbracciarlo, lui che amava sentirsi amato, coccolato, cercato… Era la grande festa per i 100 anni del maestro Antonio Piccininno. Oggi, ne avrebbe compiuti 101 ma il fato lo ha portato via a poche settimane dal traguardo. Una presenza importante per noi “Cantori”, i suoi figli musicali come ci chiamava. Insieme abbiamo vissuto momenti unici, di straordinaria intensità, un privilegio riservato solo a noi. Figurano in questo elenco i concerti in giro per l’Italia e all’estero, i nostri momenti non ufficiali, gli incontri in cui tutt’insieme ci sedevamo attorno a Zi ‘Nton per “rubargli” momenti di vita, esperienza musicale. Si, ci ha lasciato tanto, e volutamente.
Con noi e per noi ha avuto un rapporto speciale, oseremmo dire unico. Come avevano già fatto i maestri Andrea Sacco e Antonio Maccarone. Un tesoro di inestimabile valore, fatto di musica e parole, che ci ha consegnato col passare degli anni, consapevole e più che mai convinto che spettava a noi, i “Cantori”, gestire questo straordinario patrimonio.
Zi ‘Nton era l’iperbole della musica popolare garganica. L’ultimo grande di una generazione senza eguali che ha scavato un solco importante per la cultura del Gargano. Ci ricordava sempre di non tradire la tradizione, di custodirla così come ci aveva insegnato a fare senza mistificazioni e contaminazioni ormai imperanti. E’ questa la sua eredità.

C’è il produttore Renato Marengo, al via progetti di promozione

La visita di Renato Marengo – Foto CDP Service

Visita speciale oggi per i Cantori di Carpino con l’arrivo di Renato Marengo, giornalista, produttore discografico e critico musicale, volto noto della tv e della radio, papà di Davide Marengo, regista del film Craj. Sei ore di approcci e conoscenza sul fenomeno Carpino con la conduzione di Nicola Gentile e un primo step su un progetto di promozione e valorizzazione della tarantella del Gargano e dell’eredità culturale dei maestri Antonio Piccininno, Andrea Sacco e Antonio Maccarone.
“Con Eugenio Bennato e Teresa De Sio– ha commentato Marengo – parliamo spesso di Carpino e dei Cantori -. Un interessante fenomeno culturale che merita sempre più attenzione perché questo materiale di straordinaria bellezza non vada disperso. Parte oggi una nuova sfida con protagonista il Territorio e la sua cultura”.