La Chitarra Battente

La chitarra battente è composta da una cassa di risonanza dal fondo bombato o piatto in forma di otto allungato, con un manico (manëconë) che varia da 9 a 10 tasti, un numero variabile da 5 a 12 corde, i bischeri (përrozzë, zuuiddë) di legno e un foro (cavutë) della cassa parzialmente ostruito e abbellito da rispettive “rose”, elementi che più contraddistinguono visivamente la battente dalla francese. Oltre all’evidente funzione ornamentale, la rosa ha anche una funzione sonora perché rende più vibrante e ottuso il suono emesso a differenza del suono più grave di una normale cassa di risonanza. L’accordatura della battente varia da paese e talvolta da suonatore a suonatore, segno di un continuo adattamento dello strumento alle esigenze, armoniche e vocali dei suonatori e dei cantatori. A Carpino l’accordatura della battente si basa principalmente su 5 o 10 corde. L’accordatura, ottenuta sempre ad orecchio, non è fissa, ma viene impostata sul registro della voce dei cantori o sugli altri strumenti cui si accompagna. Se suona “a dritta” la battente viene digitata sulla tastiera con la mano sinistra, mentre le corde vengono fatte vibrare con la destra; per accompagnare la voce la chitarra viene suonata in genere “a battente”, con colpi decisi. Quando si vuole dare un suono continuo, si suona a rotazione, roteando cioè con le dita sulle corde in modo da non lasciare tempi vuoti di suono.
La persistenza della “battente” anche in periodi di guerra o autarchici, in cui non era possibile reperire dai liutai le corde necessarie, è testimoniata dagli anziani che ricordano come i contadini che amavano suonare questo strumento, quando le corde si rompevano, “strecciavano” i fili d’acciaio del freno delle biciclette e ne ricavavano delle nuove, che poi accordavano a seconda dello stile personale. Il piano superiore della chitarra veniva ornato, oltre che dalle inconfondibili “rose” in corrispondenza dei fori della cassa armonica, da disegni e foto di procaci bellezze “al bagno”.  TORNA AGLI STRUMENTI