I Liutai

Chitarrino attribuito d Domenico D'Addetta

Chitarrino attribuito a Domenico D’Addetta

Nella storia della liuteria italiana, la chitarra battente, che rappresenta lo strumento più importante della musica popolare del Gargano, occupa un posto particolare le cui origini sono difficilmente databili. La costruzione di questo strumento è legata principalmente a due città: Cerignola e Carpino. A Cerignola c’era la liuteria di Giuseppe Borracino, che realizzava anche mandolini e chitarre francesi. Il laboratorio fungeva anche da negozio e Borracino vendeva le sue chitarre e i suoi mandolini nella provincia di Foggia, di Bari ma anche nelle fiere paesane legate alle feste patronali. Alla morte di Giuseppe Borracino, fu il figlio Francesco a continuare l’attività intrapresa dal padre. Aveva aperto un laboratorio e verso il 1910 emigrò negli Stati Uniti dove rimase due anni. Rientrato in Italia, riprese l’attività di liutaio ed iniziò ad esportare la sua merce in America dove c’era una forte richiesta di chitarre e mandolini, soprattutto da parte dei nostri connazionali. Alla morte di Francesco nessuno degli eredi Borracino proseguì l’attività di famiglia e così, verso la fine degli anni Trenta, finì la tradizione liutaia a Cerignola.

A Carpino, invece, il primo costruttore di chitarra battente è stato Domenico D’Addetta detto Spulepettone. I discendenti della sua famiglia si tramandano la storia di questo antenato chitarraio che era completamente immerso nella magia del suono dei suoi strumenti e che si isolava nella sua bottega dove spesso trascorreva anche la notte.  Spulepettone vendeva le sue chitarre non solo ai carpinesi ma, come facevano tutti gli artigiani dell’epoca, si recava nei paesi vicini durante le feste e le fiere dove esponeva e vendeva la sua merce. Due i tipi di chitarre costruite da D’Addetta: la battente e il chitarrino (di dimensioni più ridotte). Della sua attività di liutaio ben poco è pervenuto ai nostri giorni, tuttavia si può affermare che gli strumenti databili tra la fine del diciannovesimo secolo e i primi anni del ventesimo siano attribuibili al suo laboratorio essendo D’Addetta l’unico liutaio storicamente accertato dell’intero territorio garganico. Domenico D’Addetta morì il 9 gennaio 1927 all’età di 82 anni e nessuno dei suoi figli proseguì l’attività del padre. Chi invece continuò la sua opera fu, invece, Francesco Cozzola, nato a Carpino il 18 gennaio 1893. Conosciuto con il soprannome di Fascianèdde, Cozzola durante l’inverno e le pause dal lavoro dei campi, frequentava la bottega di Spulepettone. Francesco Cozzola occupa un posto centrale nell’attività di costruzione della chitarra battente. E’ suo il merito della sopravvivenza di questo strumento a Carpino e negli altri paesi del Gargano. Per un certo periodo si è pensato che l’unico esemplare di battente rimasto fosse quello utilizzato da Andrea Sacco, costruito per lui negli anni Cinquanta e pagato ben 25 lire, questo però prima che alcuni privati riportassero alla luce alcune chitarre abbandonate in soffitta. Francesco Cozzola morì il 7 dicembre 1970 e tutti gli attrezzi e le forme della sua liuteria passarono nelle mani del figlio Rocco.

 

Antonio Rignanese

Rocco Cozzola

Giuseppe Draicchio