Andrea Sacco

Cantore e suonatore di chitarra battente, Andrea Sacco attraverso la forza poetica delle sue parole ha tramandato i segreti della propria terra, dall’amore per le donne alla fatica nei campi. Nato il 10 ottobre 1911 a Carpino (Foggia), Andrea Sacco negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza è stato contadino fino a quando venne chiamato al fronte per la Guerra d’Etiopia.  Fatto prigioniero e trasferito in varie località, rimase assente dal suo paese natale e lontano dalla moglie per 13 anni. Rimpatriato, fu assunto come dipendente comunale con il ruolo di messo.

Ha eseguito sin da adolescente le serenate che costituiscono una parte rilevante del patrimonio musicale garganico. Uno dei suoi “sonetti” più famosi, “Accomë j’eia fa’ p’ama ’sta donnë”, fu lanciato nel 1972, con il titolo improprio di “Tarantella del Gargano”, dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare e da allora ha conosciuto innumerevoli versioni.

I tre naestri Andrea Sacco, Antonio PIccinino, Antonio Maccarone I tre maestri Andrea Sacco, Antonio Piccinino, Antonio Maccarone

Arguto e imprevedibile, geniale e sregolato come un vero artista e incantatore, come ogni uomo destinato al successo, nel corso degli anni, ha guidato altre due formazioni di cantori di Carpino esibendosi sia in Italia che all’estero. Nel 2000, insieme ad Antonio Maccarone e Antonio Piccininno, ha preso parte al documentario “Chi ruba donne” dedicato dal regista Maurizio Sciarra alla musica tradizionale del Gargano. Il documentario contiene la sua più famosa tarantella “Donna che stai affacciata alla finestra”, conosciuta anche come “Garofano d’ammore”, composta quando faceva la corte alla ragazza che sarebbe diventata sua moglie.

Andrea Sacco è l’ultimo discendente di una tradizione popolare, fatta di suoni, di sogni e di fatiche spesso indescrivibili. Il suo talento come cantautore e suonatore è unanimemente riconosciuto. Un ruolo altrettanto grande gli è riconosciuto per la sua memoria, che gli ha consentito, fino alla sua morte, di essere depositario di centinaia di sonetti. È scomparso nel 2006 all’età di novantacinque anni ma come lui stesso amava dire «chi suona e canta non muore mai».